Un modello partecipativo di benessere tra salute, comunità e territorio
Il 25 febbraio 2026, al Teatro Dehon di Bologna, si è concluso con una restituzione pubblica il percorso partecipativo “Casa dei Risvegli: partecipazione al modello di benessere tra Cura, Cultura e Natura”, promosso dalla Fondazione Gli Amici di Luca – Casa dei Risvegli Luca De Nigris ETS e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso la Legge regionale 15/2018 sulla partecipazione.
L’evento finale non è stato soltanto una conferenza conclusiva, ma un momento di incontro aperto alla città, capace di raccontare un’idea di benessere costruita insieme: un modello che mette in relazione cura sanitaria, cultura, ambiente, scuola, innovazione e cittadinanza attiva.
Ad aprire l’incontro è stato Fulvio De Nigris, presidente della Fondazione, che ha ricordato il significato profondo del progetto: costruire un’alleanza stabile tra istituzioni, professionisti, famiglie, realtà culturali e territorio, capace di accompagnare la persona anche oltre la dimissione sanitaria.
Il percorso, coordinato dal progettista e facilitatore Alberto Bertocchi, si è sviluppato da settembre 2025 a febbraio 2026 attraverso tavoli di negoziazione, workshop partecipativi, momenti di ascolto, confronto e co-progettazione. Obiettivo del progetto: definire indirizzi e raccomandazioni condivise per un modello integrato di benessere dedicato alle persone con grave cerebrolesione acquisita e alle loro famiglie.
Durante il percorso sono stati coinvolti operatori sanitari, caregiver, scuole, associazioni culturali e ambientali, studenti, istituzioni e cittadini, in un dialogo continuo tra esperienze, linguaggi e competenze diverse.
Tra i temi emersi con maggiore forza:
- il valore della continuità tra riabilitazione e progetto di vita;
- il ruolo della cultura come strumento di inclusione e partecipazione;
- la natura e gli spazi ambientali come elementi di benessere;
- la comunicazione come strumento fondamentale per creare comunità e consapevolezza.
Nel corso dell’evento finale sono intervenuti Fabio La Porta dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna – Casa dei Risvegli Luca De Nigris, Roberto Piperno, direttore scientifico della Fondazione, e Maria Vaccari, vicepresidente della Fondazione, che hanno sottolineato l’importanza di accompagnare persone e famiglie nel “dopo”, trasformando la cura in un progetto di vita condiviso.
Ampio spazio è stato dedicato alle esperienze concrete maturate durante il percorso. Il teatro e i laboratori espressivi, raccontati da Piero Ferrarini, Alessandra Cortesi e Deborah Fortini, sono stati presentati come strumenti di inclusione culturale e relazione. Le educatrici Martina Pittureri, Cristina Franchini e Sara Raspanti, insieme alle testimonianze delle persone coinvolte e dei familiari, hanno restituito il senso del “progetto del dopo” come esperienza di comunità.
La dimensione educativa e audiovisiva è stata approfondita grazie agli interventi di Antonella Vigilante e Narges Baiat, mentre il rapporto tra ambiente, innovazione e territorio è stato sviluppato attraverso il contributo di Andrea Urso e degli studenti dell’IIS Aldini Valeriani, che hanno presentato una stazione di monitoraggio ambientale realizzata nell’ambito del progetto.
Importante anche il contributo delle associazioni del territorio e delle realtà impegnate sui temi ambientali, con particolare attenzione ai percorsi sensoriali accessibili e alle esperienze di valorizzazione degli spazi verdi come luoghi di relazione e benessere.
A chiudere l’incontro sono stati Francesco Lombardi, in rappresentanza della Direzione generale dell’Azienda USL di Bologna, ed Erika Capasso, consigliera del Comune di Bologna con delega al Terzo Settore, che hanno evidenziato il valore istituzionale del percorso e la possibilità di trasformare il modello “Cura–Cultura–Natura” in una prospettiva concreta per le politiche territoriali future.
Il progetto ha prodotto un Documento di proposta partecipata successivamente validato dal Tecnico di Garanzia della Regione Emilia-Romagna e recepito integralmente dall’Azienda USL di Bologna con Deliberazione n. 132 del 18 marzo 2026.
Un’esperienza che ha dimostrato come il benessere possa diventare comunità, attraverso un modello partecipativo capace di unire salute, cultura, ambiente e cittadinanza attiva.