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Casa dei risvegli: cura, cultura, natura
Da settembre 2025 a febbraio 2026 la Fondazione Gli Amici di Luca – Casa dei Risvegli Luca De Nigris ETS ha promosso un importante percorso partecipativo regionale finanziato dalla Legge 15 della Regione Emilia-Romagna, dedicato alla costruzione di un modello di benessere integrato tra cura, cultura e natura. Attraverso tavoli di negoziazione, workshop, laboratori e momenti pubblici di confronto, il progetto ha coinvolto istituzioni sanitarie, scuole, realtà culturali, associazioni, caregiver e cittadini, con l’obiettivo di immaginare nuove forme di inclusione, partecipazione e qualità della vita per le persone con esiti di coma e gravi cerebrolesioni acquisite.
Il 25 febbraio 2026, al Teatro Dehon di Bologna, si è svolto un momento importante per la comunità: la restituzione pubblica del percorso partecipativo (guarda il video). Non si è trattato solo di un evento istituzionale, ma di un’occasione concreta per raccontare un’idea di benessere che nasce dall’incontro tra sanità, cultura, scuola, natura e cittadinanza attiva. Ad aprire l’incontro è stato Fulvio De Nigris, presidente della Fondazione, che ha ricordato il senso profondo del progetto: costruire un’alleanza stabile tra istituzioni, professionisti, famiglie, realtà culturali e territorio. Un’alleanza capace di accompagnare la persona anche oltre la dimissione sanitaria, mettendo al centro la continuità e la corresponsabilità. Il percorso partecipativo, illustrato dal progettista Alberto Bertocchi, si è sviluppato attraverso momenti di ascolto, confronto e validazione condivisa. Dal tavolo di negoziazione ai workshop, fino alla definizione degli impegni concreti per il futuro, è emersa una visione comune: il benessere è un processo collettivo.
Il tema della cura è stato approfondito da Fabio La Porta dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna – Casa dei Risvegli Luca De Nigris. Roberto Piperno, direttore scientifico della Fondazione, e Maria Vaccari, vicepresidente, hanno evidenziato quanto sia fondamentale accompagnare le persone e le famiglie nel “dopo”, trasformando il percorso riabilitativo in un progetto di vita. Ampio spazio è stato dedicato alle esperienze concrete. Il teatro, raccontato da Piero Ferrarini, Alessandra Cortesi e Deborah Fortini, si è rivelato uno strumento potente di inclusione e partecipazione culturale.
Le educatrici Martina Pittureri, Cristina Franchini e Sara Raspanti, insieme alle testimonianze delle persone coinvolte nei laboratori teatrali e dei loro familiari, hanno portato l’esperienza del “progetto del dopo” come esempio di continuità e comunità. La scuola e la cultura audiovisiva hanno trovato spazio negli interventi di Antonella Vigilante e Narges Baiat, mentre il dialogo tra natura e innovazione digitale è stato approfondito grazie al contributo di Andrea Urso e degli studenti dell’IIS Aldini Valeriani con la presentazione della stazione di monitoraggio ambientale. Un modello che intreccia territorio, ambiente e tecnologia, sostenuto anche dalle associazioni locali e rafforzato dalle azioni di valorizzazione illustrate da Stefano Rimini attraverso il progetto “Gemello Digitale Civico”. Nelle conclusioni, Francesco Lombardi, in rappresentanza della Direzione generale dell’Azienda USL di Bologna, ha ribadito l’importanza della validazione istituzionale del percorso, insieme al contributo della Regione Emilia-Romagna.
A chiudere l’incontro è stata Erika Capasso, consigliera con delega alle politiche per il Terzo Settore del Comune di Bologna, che ha sottolineato come il modello Cura–Cultura–Natura rappresenti una prospettiva concreta di integrazione nelle politiche territoriali. Questo video racconta un’esperienza che dimostra come il benessere possa diventare comunità. Un modello replicabile, che unisce cura sanitaria, cultura, ambiente e partecipazione attiva in un progetto condiviso di futuro.