Con "Pinocchio" a Madrid e Valencia



Un progetto realizzato con il contributo Fondazione ATER e Comune di Bologna

 foto Marco Casellil Nirmal

Era il 2012 quando nacque “Pinocchio – Il paese dei balocchi” il progetto teatrale di Babilonia Teatri, una delle più brillanti e rivoluzionarie realtà italiane del teatro di ricerca (Premio Ubu 2011), e la compagnia teatrale dell’Associazione Gli Amici di Luca, costituita da persone con esiti di coma che hanno intrapreso un percorso terapeutico di cui fanno parte anche attività teatrali.

 

Lo spettacolo ebbe un’anteprima alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna nell’ambito della a 14° edizione della Giornata nazionale dei Risvegli per la ricerca sul coma - Vale la pena, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e debuttò in prima nazionale al Teatro Storchi di Modena.

Lo spettacolo nel 2013 vinse il prestigioso Premio nazionale della critica teatrale e nel corso degli anni è stato in tournée sia in Italia che all’estero.

Ora su invito del Festival di Otono il progetto teatrale “Pinocchio” sarà a Madrid il 12,13 e 14 novembre e a Valencia il 15 e 16 novembre in collaborazione con l’associazione Nueva Opciòn con un percorso laboratoriale aperto a persone con esiti di coma e alla città. La tournèe è inserita nell’ambito del gemellaggio tra il Comune di Valencia e il Comune di Bologna con il sostegno di quest’ultimo e della Fondazione ATER.

Pinocchio vive molteplici metamorfosi, soffrendo per questo. Morte rinascite in altre forme. Anche chi si risveglia dal coma si trova cambiato profondamente. Lunghi i tempi della riabilitazione. Difficile riavvicinarsi alla vita di un tempo. Nel cuore dello spettacolo i tre interpreti saliti sul palco a torso nudo, svelano alcuni segni di quel passaggio sospeso tra la vita e la morte.

Guidati dalla voce di Enrico Castellani, Paolo Facchini, Luigi Ferrarini e Riccardo Sielli interpretano Pinocchio, lo vivono, lo rivivono, lo raccontano, attraverso la loro esperienza personale, attraverso il racconto, ora ironico, ora drammatico, dell’incidente, del coma, del dopo. Il testo, firmato da Babilonia Teatri, alias Enrico Castellani e Valeria Raimondi, si ispira all’omonima opera di Collodi, nucleo generatore di una serie di riflessioni sulla vita, sulla sua fragilità e la sua forza, sulla volontà, sulle scelte fatte e quelle mancate.

 “Pinocchio” è il risultato di laboratori teatrali che si sono svolti, tra la fine del 2011 e la primavera del 2012 presso la Casa dei Risvegli Luca De Nigris. Il percorso scenico è stato poi perfezionato in tre residenze estive, durante le quali gli attori sono entrati in contatto con altre realtà e operatori teatrali.

 

“E' da un po' di tempo che avevamo voglia di fare uno spettacolo a partire da una suggestione letteraria, ma non volevamo un testo teatrale che ci avrebbe costretti dentro briglie troppo strette – confessano Valeria Raimondi ed Enrico Castellani, anima e corpo di Babilonia Teatri. Pinocchio in Italia è la fiaba per antonomasia, appartiene al nostro immaginario collettivo. Per noi mettere in scena Pinocchio è proseguire un percorso e una ricerca volta a creare un teatro che sia in grado di essere popolare, nel senso di leggibile, magari a livelli diversi, da tutti i pubblici. Che con tutti i pubblici sia in grado e voglia dialogare”.

 

“Lo spettacolo ‘Pinocchio’ e l’incontro con Babilonia Teatri sono rimasti nel nostro cuore come una esperienza eccezionale e significativa sia dal punto di vista artistico che umano – spiega Fulvio De Nigris direttore del Centro Studi per la Ricerca sul Coma, Gli amici di Luca. Un modo per far crescere il laboratorio teatrale permanente all’interno della Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna e mostrare una condizione che difficilmente viene vissuta con normalità dall’opinione  pubblica. Per noi l’uso del teatro è molto importante sia in fase clinica che negli esiti. L’azione teatrale riesce ad avere un effetto riabilitativo che incrementa il nostro progetto di integrazione sociale. Un’esperienza che è stata molto utile e che da ancora una volta a distanza di anni agli attori di allora, Luigi Ferrarini, Paolo Facchini e Riccardo Sielli la possibilità di potersi esprimere e testimoniare il loro reinserimento ed il messaggio di un teatro utile per quanti stanno ancora compiendo quel difficile e lungo cammino verso il risveglio”.